Prestito personale: 9 cose che devi sapere

Cristian Frialdi
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Prima di tutto, che cosa si intende per prestito personale? Il prestito personale (anche detto prestito fiduciario) è un tipo di finanziamento non finalizzato, richiesto generalmente da chi, per problemi di liquidità, non è in grado di far fronte a vari tipi di spese da sostenere con una certa urgenza. In Italia, circa il 20% di coloro che richiedono un prestito lo fa per ristrutturare la propria abitazione sfruttando le agevolazioni fiscali fornite dallo Stato.

L'importo del prestito deve essere rimborsato con un piano di rate a tasso fisso o variabile secondo quanto indicato dal TAEG.

Con un prestito fiduciario in corso è anche possibile richiedere o avere già in corso un'altra tipologia di finanziamento se le rate stabilite non raggiungono 1/3 dello stipendio, come stabilito dalla legge.

1) Prestito personale: chi può richiederlo

I prestiti personali possono essere richiesti da tutti i cittadini (generalmente tra i 18 e i 70 anni di età) italiani e stranieri residenti in Italia che abbiano un’entrata di denaro mensile dimostrabile e sufficiente a coprire il valore della rata di rimborso periodica. Vengono quindi compresi tra i destinatari, tutti i lavoratori dipendenti, liberi professionisti, autonomi e pensionati che rispettano tale requisito.

Non è richiesta la presenza di un garante e non è precluso l’accesso a chi presenta altri finanziamenti in corso, purchè, ovviamente, il debitore abbia un reddito tale da renderlo in grado di far fronte a tutti i prestiti attivati.

2) Prestito personale: i casi in cui può essere rifiutato

Un prestito non finalizzato può essere rifiutato quando il richiedente ha in corso altri contratti di finanziamento che sommati al prestito richiesto superano 1/3 del reddito. Ovviamente la banca deve evitare le situazioni di sovra-indebitamento, vietando il benestare in presenza di situazioni insostenibili. Può venire anche rifiutato nel caso il richiedente abbia subito in passato protesti o mancati pagamenti su prestiti precedenti.

Per valutare la capacità di rimborso le banche spesso consultano la Centrale Rischi della Banca d'Italia. Qualora il prestito venga rigettato, l'ente che lo ha negato è però tenuto ad informare il soggetto riguardo la motivazione, facendo esplicito riferimento alle informazioni negative emerse dalle banche dati.

3) Prestito personale: liberatorie in caso di rifiuto di un prestito personale

Nel caso in cui il prestito personale venga rifiutato, questa informazione rimane memorizzata per 30 giorni nelle banche dati di CRIF e altri credit bureau. Pertanto, chi ha richiesto un prestito e se l’è visto negato, se fa una nuova richiesta di prestito gli verrà automaticamente bocciata perché la nuova banca o finanziaria trova traccia nella centrale di rischio del prestito appena rifiutato.

È quindi molto importante che il richiedente chieda una liberatoria all’ente che gli ha rifiutato il prestito personale e che si attenda la cancellazione della segnalazione negativa prima di fare una nuova richiesta di prestito.

La liberatoria è utile anche nel caso in cui si facciano più richieste di prestito contemporaneamente: serve a dimostrare di non aver ottenuto altri finanziamenti.

4) Prestito personale: definizione di TAEG

Il TAEG è un acronimo che indica Tasso Annuo Effettivo Globale, ovvero il costo effettivo del prestito che il cliente dovrà corrispondere all’ente erogatore, comprendente interessi, costi ed oneri accessori. Questo viene considerato l’indicatore più importante per capire la convenienza del piano di finanziamento, assai più di altre voci come ad esempio il TAN., il Tasso Annuo Nominale, che indica il tasso di interesse applicato ma non comprende le altre spese.

Il TAEG si pone quindi l'obiettivo di rappresentare nel modo più completo ed esatto possibile il costo di un finanziamento. Si tratta di un tasso puramente virtuale. Non viene infatti utilizzato per calcolare le rate. Piuttosto è un indicatore, una cifra in grado di dichiarare il costo globale del prestito.

5) Prestito personale: le forme di tutela

Esistono varie forme di tutele che sostengono il cliente in caso di eventi non prevedibili che lo mettano in difficoltà economiche impreviste. La forma di tutela più comune è la stipula di polizze assicurative che proteggono il debitore e i suoi familiari nei casi di morte, invalidità totale permanente, inabilità temporanea totale, ricovero ospedaliero, malattia grave e perdita d’impiego.

Si possono assicurare le persone fisiche tra i 18 e i 70 anni.

È importante controllare che, nel caso di adesione alla polizza assicurativa, se obbligatoria - il relativo costo sia inserito nel TAEG.

6) Prestito personale: il contratto

Il contratto di un prestito personale deve contenere esplicitamente tutti i seguenti dettagli:

  • importo esatto del capitale;
  • modalità di erogazione;
  • tasso di interesse, TAN e TAEG;
  • costi e commissioni del prestito;
  • altri costi che dovranno essere pagati, come le spese di istruttoria, il costo di di invio del rendiconto periodico, eventuali spese di assicurazione, costi legati al ritardo nei pagamenti, ecc;
  • ammontare di ogni rata e scadenza di ognuna delle stesse;
  • eventuali garanzie richieste;
  • se sono richieste anche delle assicurazioni prestiti.

La banca o l’ente finanziario, successivamente alla stipula, possono modificare le condizioni stabilite nel contratto, ad esclusione del tasso di interesse solo nel caso in cui questa possibilità sia stata prevista nel contratto, con espressa sottoscrizione da parte del cliente della relativa clausola e qualora ricorra un giustificato motivo. Prima di sottoscrivere il contratto è quindi buona regola verificarne attentamente il contenuto, con particolare riferimento al TAEG.

7) Prestito personale: mancato pagamento delle rate

In caso di ritardo o di mancanto pagamento delle rate, oltre al pagamento di intessi e di more, avviene un segnalazione dell'intestatario del prestito alle centrali rischio e di tutela del credito mettendo al corrente le banche e il sistema finanzario

Le segnalazioni negative alle banche dati come CRIF o Experian-Cerved vengono condivise con con l’intero sistema bancario/finanziario e possono comprometere al cliente l’accesso al credito in futuro (richiesta di nuovi prestiti, di fidi o carte di credito,…)

Se si prevedono difficoltà nel rispettare i termini previsti delle proprie scadenze rateali è consigliabile contattare la banca per trovare soluzioni alternative, evitando di finire in black list.

8) Prestito personale: la recessione dal contratto

Chi ha sottoscritto un prestito può sempre ricorrere al diritto di recedere dal contratto.

Il diritto di recesso è la facoltà concessa al richiedente del prestito di poterci ripensare e interrompere il contratto di finanziamento senza il consenso della banca o dell’intermediario finanziario erogante, senza costi aggiuntivi e senza obbligo di fornire spiegazioni. Il diritto di recesso deve essere applicato dal cliente entro 14 giorni a partire dalla stipula del contratto, inviando all’ente erogante una comunicazione secondo le modalità indicate nel contratto all’apposito capitolo.

9) Prestito personale: l'estinzione anticipata

Il cliente può decidere di estinguere il proprio prestito in qualunque momento, prima della scadenza naturale del contratto. L’estinzione anticipata del prestito rappresenta un’ottima soluzione per chi ha a disposizione della liquidità, perché permette di risparmiare sugli interessi residui.

Il cliente che opta per l’estinzione anticipata del proprio prestito è tenuto a restituire all’istituto di credito il capitale residuo dovuto, gli interessi e gli oneri maturati fino a quel momento e, ove previsto dal contratto, dovrà provvedere anche al pagamento di una penale che, per legge, non può essere superiore all’1% del capitale residuo.